Quando ci vuole ci vuole… la virgola!
Guida pratica su come mettere la virgola in un testo

In questo articolo parliamo, della virgola. Come usarla, quando metterla e quando ometterla.

Ecco subito un primo esempio su come mettere la virgola nel modo sbagliato!

“In questo articolo parliamo, della virgola”

In questa frase, infatti, la lettura è inceppata dall’uso di questo piccolo e simpatico segno di punteggiatura, dato che la virgola separa il verbo dal suo complemento.

Durante le mie sessioni di correzione grammaticale intensiva, ho notato che si tratta di un errore frequente nell’uso della virgola, anche tra i più navigati scrittori sul web, poiché si pensa erroneamente che quella virgolina, lì nel mezzo, dia una intonazione a effetto alle nostre frasi. 

Male, male, male… ?

Leggi anche 10 errori grammaticali da evitare

Guida pratica su come, dove e quando mettere la virgola in un testo

Un buon manuale di grammatica italiana sicuramente potrebbe risolvere ogni problema facilmente, ma chi se lo ricorda dov’è finito quell’amato/odiato libro? 
Lasciamo il polveroso libro di grammatica sugli scaffali della nostra biblioteca e leggiamo questa guida veloce e pratica sull’uso corretto della virgola!

Tutto ciò è frutto dei miei studi universitari in Lingua e letteratura italiana, della mia esperienza di editing e revisione di testi, quindi prendetelo come dei consigli tra amici e appassionati di lingua e grammatica! 🙂

Quando mettere la virgola in un testo?

Una piccola premessa (lo so che già lo sapete, ma meglio ricordarlo sempre!): 

La virgola, nella punteggiatura, corrisponde a una piccola pausa nel discorso, quella che facciamo per riprendere fiato quando parliamo.

In fondo al post troverete i miei personali consigli
su come correggere un testo senza perdersi neanche una virgola!

Cominciamo subito:

Virgola Sì ✅

  • Virgola prima del “ma”. La virgola è obbligatoria prima del “ma”, quando esso introduce un’altra frase, una subordinata.
    Es. Vorrei leggere di più, ma sono troppo occupata col lavoro. 
  • Per separare due proposizioni. La virgola si usa per separare due frasi.
    Il caso più semplice è la virgola che separa principale e subordinata (causale, temporale, concessiva, ecc…).
    Es. L’articolo è stato illuminante, perché ha toccato i punti salienti dell’argomento.
  • Tra soggetto e apposizione/attributo. 
    Es. Jessica, famosa scrittrice di gialli, non sa proprio farsi i fatti suoi
  • Negli elenchi. Questo è forse l’uso della virgola più conosciuto e semplice da ricordare.
    Mettere la virgola per separare i vari elementi degli elenchi è un evergreen intramontabile.

    Es. Tra le cose che amo di più, cito soltanto: lettura, scrittura, disegno. 
  • Con “invece” e “infatti”. Questo è un uso classico della virgola, che va messa per circondare queste due parole.
    Es. Sarei davvero interessato, infatti, a saperne di più sull’argomento.
    Meglio non parlare, invece, dell’uso del punto e virgola.
Virgola No 
  •  Tra soggetto e verbo di una frase. Si tratta di una pausa sbagliata, che frammenta la frase e separa due elementi strettamente uniti.
  • Es. Mia sorella, viaggia spesso all’estero.
  • Prima di “e”.
    Es. Piace molto a tutta la famiglia, e anche a me.
  • Per separare complementi che vanno uniti.
    Es. La scrittura, di un articolo, da pubblicare richiede tempo. 
  • Prima di un “che” quando la frase relativa non è secondaria, non può essere cioè eliminata nel periodo, senza togliere importanti informazioni di senso.
    Es. Ho letto quel libro, che mi hai consigliato. 
  • Prima del ma, quando separa due aggettivi.
    Es. Era un libro breve, ma stupendo.

Leggi anche A caccia del refuso: 5 tecniche infallibili

Se, invece, desideri approfondire il corretto uso della virgola e della punteggiatura nei dialoghi, ti suggerisco la mia guida pratica sull’argomento:

Punteggiatura nei dialoghi: la guida definitiva

Come correggere un testo con il giusto uso della virgola

Quando volete revisionare un testo o un articolo, fate attenzione: quando rileggete una frase da voi scritta, mettete le pause solo dove avete messo le virgole.
Spesso, quando rileggiamo, lo facciamo con un’intonazione “a senso, poiché già conosciamo il significato di quanto scritto (ovvio, l’abbiamo scritto noi! ?). 

Ricordatevi però che, per un corretto uso della punteggiatura, solo le virgole, i punti, punti e virgola e gli altri segni possono indicarci la giusta intonazione.
Se non ci sono, vietato fermarsi nella lettura! 

Una frase senza punteggiatura equivale a un discorso tutto d’un fiato, del quale si perdono filo logico e comprensibilità. 

Non rischiamo di mandare i nostri lettori in apnea: usiamo sapientemente le virgole per dare ossigeno alla nostra creatività!

Ma… esistono delle “eccezioni creative”?

Leggendo questo articolo sull’uso corretto della virgola secondo la grammatica italiana, forse ti saranno venute in mente un paio di occasioni in cui, anche di fronte a un’opera pubblicata, hai trovato qualche virgola fuori posto.
Tra gli usi “anomali” più diffusi:

  • Inserire la virgola prima della “e”, per formare una pausa spesso definita “poetica” o “artistica”.
  • Omettere la virgola in frasi brevi, per evitare di frammentare in modo eccessivo la lettura.

Che cosa dire a riguardo?
Da appassionata, ma non grammarnazi, ti riporto le parole del mio fantastico professore di Storia della lingua italiana:

La grammatica è una disciplina descrittiva, non normativa.

In altre parole? L’uso fa la regola, non viceversa. Pertanto, se nuovi utilizzi e convenzioni iniziano a diffondersi, pur nel rispetto delle regole generali, possiamo prenderne atto e valutare il loro ingresso nella grammatica italiana, senza eccessi di purismo linguistico.

Questa è la mia opinione. 🙂

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4 commenti

Matteo · Marzo 21, 2021 alle 10:19 pm

Io avrei delle domande a proposito dell’uso della virgola: quest’ultima si mette prima del per? Quando si mette o si omette prima del che?

    Alessia Pellegrini · Marzo 22, 2021 alle 9:35 am

    Ciao Matteo, ottime domande.
    Per quanto riguarda il “per” non esistono delle regole fisse, dipende dal contesto in cui è inserito. Generalmente, non si mette la virgola prima del “per”.
    Sul “che”, invece, ci sono norme precise. Per semplificare, puoi seguire queste regole di base:
    1) La virgola prima del “che” ci vuole quando: la frase relativa introdotta dal “che” si può omettere, senza che questo comprometta il senso della frase.
    Es. Ti ho comprato il gelato fragola e limone, che hai sempre amato fin da bambino.
    2) La virgola prima del “che” si omette quando: la relativa è fondamentale per completare il senso della frase. Se fosse tolta, non capiremmo il senso.
    Es. Ti ho comprato il gelato che ami da quando eri bambino: fragola e limone.

    Spero di esserti stata d’aiuto. Torna a trovarmi sul blog quando vuoi. 🙂

    Alessia

Mariagrazia Guarino · Aprile 6, 2021 alle 5:34 pm

Una domanda: quando iniziamo a scrivere salutando, è giusto scrivere in questo modo:
“Ciao Sara, come stai? ” oppure ci vuole il punto dopo “Sara”

    admin · Aprile 7, 2021 alle 11:58 am

    Ciao Mariagrazia, è corretta la prima opzione: “Ciao Sara, come stai?”
    In generale, considera che una frase compiuta è tale (salvo eccezioni) se c’è un verbo, che in questo caso è proprio il verbo “stare”.
    Grazie del commento e a presto!

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