Alessia Pellegrini

L’arco di trasformazione del personaggio: un nuovo modo di approcciarsi alla progettazione delle storie

Che cos’è una storia?

Ogni storia è la storia di una trasformazione.
Che sia reale o narrata, una buona storia è in grado di portarci in una “terra di confine”, a contatto con i limiti estremi di noi stessi.
Superare questi limiti ci consente di accedere a una nuova consapevolezza di noi stessi, un’illuminazione sulla nostra realtà interiore e sulle nostre capacità e potenzialità.

La cosa bella delle storie è che questo percorso di trasformazione avviene su più piani.

A evolversi è l’autore stesso, che dà vita alla narrazione.

A evolversi è il personaggio, che vive il suo arco di trasformazione attraverso peripezie e difficoltà raccontate nel romanzo / nella sceneggiatura.

A evolversi è il lettore, portato a immedesimarsi nelle avventure del protagonista e a vivere in prima persona un viaggio dentro se stesso, alla scoperta di qualcosa di nuovo, che era già sopito o dimenticato in lui.

Sarà questo il segreto grazie al quale alcune storie, a distanza di secoli, non smettono di affascinarci.

Perché, anche se sono “lontane” nello spazio e nel tempo, mettono in scena un’esperienza universale che l’Uomo esperisce in ogni epoca storica: la vita è un continuo evolversi, una trasformazione costante che ci porta a superare un’iniziale “stasi”, per poter accedere a una condizione di maggiore consapevolezza.

O almeno, è così che a noi piace immaginarci la vita, animata, in realtà, dall’alternarsi casuale di cadute e ripartenze.
Le storie ricompongono gli eventi casuali della vita, dotandoli di quel rapporto di causa-effetto, azione-conseguenza che ci fa sentire padroni del viaggio, detentori delle redini.

Progettare una storia, che sia per una sceneggiatura o per un romanzo, significa diventare registi degli eventi narrati, orchestrare il susseguirsi delle scene in modo ordinato e coerente.
Tutto dovrà concorrere a rendere credibile, completa e coinvolgente l’esperienza trasformativa del protagonista nel suo viaggio verso il suo lieto (o tragico) fine.

Perché avvenga la trasformazione, lo status quo iniziale deve essere sfidato da qualcosa di esterno.

Perché le qualità sopite dentro il protagonista possano emergere c’è bisogno di un cambiamento.

Caratteristiche quali integrità, compassione, ambizione, coraggio e capacità di recupero si manifestano solamente quando la loro esistenza viene sfidata da qualcosa di esterno.
Nessuno di noi è nato coraggioso o codardo, rispettoso o non curante dei sentimenti altrui, premuroso o intollerante. Queste sono scelte personali che facciamo quando ci confrontiamo con situazioni che richiedono il nostro coinvolgimento.
Se scegliamo di accettare una sfida, allora impegneremo nella lotta, inevitabilmente, una nuova parte del nostro essere. Ne conseguiranno un’evoluzione e una crescita verso la pienezza della nostra vera natura.

 

Dara Marks, L’arco di trasformazione del personaggio, Dino Audino Editore, Roma 2007, p. 9.

Nella terminologia drammaturgica, questa evoluzione di fronte alle sfide della vita viene definita “arco di trasformazione del personaggio“.

L’arco di trasformazione è una “seconda linea della struttura avviluppata all’interno della struttura del plot”.
Costituisce l’ossatura interna più profonda di una storia.

Quando è poco sviluppata o assente, la storia viene percepita come superficiale e unidimensionale, incapace di operare quella connessione profonda con il lettore, che ogni buona storia si prefigge come obiettivo ultimo.

Quando, invece, è ben sviluppata, dà forza e spessore all’intera narrazione.

arco di trasformazione del personaggio marks concetti introduttivi

Gli elementi fondamentali nell’arco di trasformazione

Prima di illustrare nel dettaglio la struttura in tre atti, Dara Marks si concentra sulla ricollocazione all’interno dell’arco trasformativo di alcuni dei concetti primari della storia, i mattoni con cui costruire le fondamenta di un romanzo o sceneggiatura:

  • il plot (trama)
  • il personaggio
  • il tema

Vediamoli nel dettaglio.

Tre elementi fondamentali della struttura di una storia:

  • Il plot, la trama di un romanzo o film, rappresenta il conflitto che il protagonista si trova a fronteggiare e dove ha luogo l’azione.
  • Il personaggio rappresenta colui che tenta di risolvere il conflitto.
  • Il tema permette ai lettori/spettatori di capire il significato del plot e il fine delle azioni dei personaggi.

Per schematizzare, l’arco di trasformazione esprime il modello più coerente per definire le caratteristiche di una grande storia.
Esso collega, infatti, in modo coerente e organico, tutti e tre gli elementi base (plot, personaggio, tema), secondo il seguente schema esposto dalla Marks:

Una persona [personaggio] riesce o fallisce
nella sua crescita e cambiamento [arco]
all’interno del contesto conflittuale in via di svolgimento [plot]
secondo il punto di vista dello sceneggiatore [tema]

 

Dara Marks, cit., p. 25.

In altre parole: l’arco di trasformazione mostra come il protagonista riesca a cambiare, superare i propri limiti interiori attraverso le difficoltà esterne che la trama lo porta ad affrontare.
Il raggiungimento dell’obiettivo finale della storia (del plot) è reso possibile proprio da questo suo mutato approccio alla vita: mano a mano che affronta gli ostacoli del plot, il protagonista è portato ad affrontare le sue insicurezze, andare oltre il suo “difetto fatale” (fatal flow).
Questo darà luogo a un processo di evoluzione che gli permetterà di scoprire nuove cose su se stesso, a trovare in sé armi vincenti con cui affrontare la lotta che gli si pone davanti.

Solo grazie a questo cambiamento interiore, il protagonista sarà in grado di risolvere il conflitto esterno della storia.

Il segreto di una storia coinvolgente

Perché il lettore / spettatore riesca a sentirsi realmente coinvolto nella storia, deve poter provare lo stesso conflitto interiore del protagonista, anche se è estraneo al conflitto esterno del plot.

Il protagonista potrà trovarsi di fronte a guerre tra astronavi aliene, conflitti in mondi post-apocalittici, lontano nello spazio o nel tempo.
Non di meno, riusciremo a sentirci preoccupati per gli esiti della sua personale lotta, perché presenta aspetti che la accomunano con quella che noi stessi proviamo.

Perché le nostre storie possano essere potenti, devono contenere le stesse dinamiche che agiscono nel nostro mondo interiore, anche se i fattori esterni ci sono completamente estranei e sconosciuti.

Dara Marks, cit., p. 16.

Coinvolgimento, partecipazione emotiva, connessione intima con il protagonista sono aspetti fondamentali per la buona riuscita di una storia.

Quando l’arco di trasformazione non viene sviluppato a sufficienza o risulta assente, avremo di fronte una storia che potrà anche avere una trama (plot) interessante, ma non riuscirà a trasmetterci alcun messaggio profondo.

Sarà semplice intrattenimento, non letteratura o cinema di qualità.

Come sviluppare in modo ottimale l’arco di trasformazione di un personaggio?

Ecco la domanda da un milione di dollari… 🙂

Sviluppare l’arco in modo ottimale presuppone basi teoriche robuste e una buona dose di sensibilità.
Per il secondo aspetto non posso aiutarti: sta alla tua sensibilità di autore.
Aver vissuto sulla propria pelle la trasformazione interiore del protagonista ci permetterà di scriverne in modo più realistico e coinvolgente.

Riguardo all’aspetto teorico, consiglio la lettura integrale del libro di Dara Marks, L’arco di trasformazione del personaggio, di cui tratteremo meglio la struttura in tre atti in un futuro articolo.

Arco di trasformazione del personaggio struttura storia

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Buono studio e buona scrittura,

Alessia

 


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