Alessia Pellegrini

È possibile insegnare la scrittura creativa? I manuali e i corsi di scrittura creativa sono utili per un aspirante autore?

In questo articolo affronteremo insieme uno dei dubbi più spinosi nel panorama degli autori esordienti: la scrittura creativa si può insegnare?
Domanda che porta con sé un grande dilemma collaterale: la scrittura creativa si può imparare?

Molte parole sono state spese a riguardo. Qui, però, voglio affrontare il tema non soltanto dal punto di vista di una “addetta ai lavori” (ossia in qualità di editor freelance e writing coach), ma dalla mia stessa prospettiva di scrittrice.

Una premessa incoraggiante

Tagliamo la testa al coro: sì, la scrittura creativa si può insegnare.
Come qualsiasi altra disciplina artistica (dalla pittura, alla scultura, la ceramica, ecc…), anche la scrittura ha le sue regole peculiari, che la rendono replicabile, trasmissibile e, in ultima analisi, insegnabile.
Del resto, i vari manuali per aspiranti autori e i corsi di scrittura online e offline ci forniscono un esempio concreto di come insegnare a scrivere sia possibile, nonché abbastanza (anche se non troppo) diffuso.

Eppure questa realtà di fatto è spesso insufficiente a rispondere al dubbio amletico dello scrittore. Proviamo a scendere più in profondità.

La scrittura come arte o come tecnica?

A tal proposito, non ho dubbi: la scrittura è un’arte.
E su questo penso saremo tutti d’accordo.
Anche pittura, scultura e ceramica sono arti, eppure nessuno trova strano che esistano corsi che insegnano a dipingere, a utilizzare la creta o a scolpire il marmo, no?

È generalmente ritenuto impossibile – oppure davvero molto difficile – imparare a dipingere, o a disegnare, da completi autodidatti, senza aver appreso almeno i rudimenti della disciplina.
Nondimeno, nessuno di noi si sentirebbe pronto a definirsi un novello Giotto o Salvator Dalì, dopo aver frequentato un anno o due di un corso di pittura. 

Imparare la scrittura creativa non è diverso dal frequentare un corso di qualsiasi altra disciplina artistica. Apprendere le basi della disciplina è essenziale per chi sogna di scrivere per professione.

Scrivere ha in sé una componente tecnica, dalle basi di narratologia, alla definizione della struttura, fino all’attenta costruzione della trama, dei dialoghi e dei personaggi.
Nessun autore emergente che aspiri alla pubblicazione può ignorare questa componente tecnica, condizione necessaria ma non sufficiente della buona scrittura.

Come ogni disciplina che si rispetti, l’esercizio è essenziale.

È ciò che coltiviamo nell’Atelier della Scrittura, la prima community gratuita in Italia dedicata ad aspiranti scrittori.
Vuoi farne parte anche tu? Vai QUI e rispondi alle domande di ammissione.

I principi base di scrittura come sprone e non come limite

Apprendere come la scrittura non solo si possa insegnare, ma anzi si debba apprendere, non deve scoraggiarti, anzi!
Se ci pensi, partire dal presupposto di potersi migliorare è di per sé incoraggiante.
Il vecchio mito dello scrittore dal talento innato tagliava fuori un bel po’ di possibilità, non trovi?
E, scavando ancora più in profondità, notiamo che grandi autori hanno frequentato lezioni per imparare a scrivere.

Insomma, il talento serve, ma non basta. Servono le basi della disciplina e impararle nulla toglie alla libertà di espressione, ma anzi permette di incanalare meglio le proprie capacità artistiche. Ci consente di trovare nuovi spunti e di scrivere con più facilità.

Toglie l’ansia della creazione e aiuta anche a superare i momenti di blocco dello scrittore.

Imparare i principi della scrittura basta per diventare buoni scrittori?

Se per “buoni scrittori” intendiamo “scrittori che vengono pubblicati“, la risposta è sì.
Ebbene sì, se imparerai i principi della narratologia e le tecniche di scrittura, è molto probabile che riuscirai a pubblicare il tuo libro con un editore.
Più facile del previsto, eh?
L’unica accortezza è scegliere il corso di scrittura creativa più adatto alle tue esigenze, ma su questo torneremo in un articolo dedicato.

Se, però, per “buoni scrittori” intendiamo “scrittori destinati a ricoprire un ruolo peculiare nella storia della letteratura e a rimanere per sempre nel cuore dei lettori“, beh… su questa definizione dovremmo lavorarci un po’ di più.

Non credo nel talento, ma credo nella sensibilità.
Senza questa dote (impossibile da insegnare), difficilmente un autore si assicurerà un posto sul podio dei Grandi.

Alessia Pellegrini

 


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